SPAD XIII R

Fondazione Jonathan Collection

Ritornano a Jesolo i bellissimi velivoli d’epoca della Fondazione Jonathan Collection – aerei storici famosi – del Com.te Giancarlo Zanardo.

Lo SPAD è un aereo da caccia biplano sviluppato dall’azienda aeronautica francese Sociéte Pour l’Aviation et ses Dérivés, o più brevemente SPAD, negli anni dieci del XX secolo. I biplani francesi Spad VII e XIII furono i più famosi caccia usati dall’Intesa durante la Prima guerra mondiale, in parte perché utilizzati da grandi assi quali Francesco Baracca (Italia, 34 vittorie), Georges Guynemer (Francia, 53) e Eddie Rickenbacker (USA, 26).

Utilizzato durante la prima guerra mondiale, era un velivolo famoso per essere difficile da pilotare e potente, con ottime caratteristiche di salita e di picchiata. Di struttura convenzionale in legno con rivestimento in tela, il caccia nacque attorno al motore Hispano-Suiza da 140 CV. Il prototipo Spad V volò nel marzo 1916, risultando veloce e robusto benché meno agile dei biplani Nieuport e armato di una sola mitragliatrice. Ordinato in serie come Spad VII, fu costruito in circa 6.000 esemplari. Nel marzo 1917 volò lo Spad XIII, con due mitragliatrici e motore da 180 CV, costruito in circa 8.500 unità.

Gli Spad furono usati da 26 diverse nazioni, compresa l’Italia, che dal 1917 al 1930 ne impiegò almeno 300 esemplari presso numerosi reparti operativi e scuole di volo. La loro assegnazione alla 91a Squadriglia Caccia ne ha favorito l’identificazione con i più celebri piloti italiani.

Giancarlo Zanardo ha avviato la costruzione dello Spad XIII nel 2006 utilizzando i disegni Replicraft preparati dal costruttore americano Jim Kiger, sospendendolo però (momentaneamente) per completare il Caproni Ca.3. Lo Spad che si esibirà a Jesolo è l’unico volante in Italia e sostituisce l’esemplare immatricolato come I-GIAG costruito da Zanardo nel 2006-2007 per il Museo del Piave di Vas, dove è oggi esposto in forma statica dopo tre anni di attività di volo.

La sigla R indica le modifiche apportate rispetto all’originale francese. Si tratta principalmente della fusoliera a traliccio rigido (anziché con tiranti metallici), della sostituzione del motore Hispano Suiza 8Ba con un Lycoming O-360-1A1 da 180 CV a quattro cilindri contrapposti il cui minor peso ha comportato l’allungamento del muso di 25 cm per mantenere il centraggio, dell’adozione di un’elica metallica.